RISPETTO. Dedicato a Birke, lei mi ha illuminato la strada…..)

Definizione: “Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell’importanza e del valore morale, culturale di qualcuno”

Quindi: vivere comportandosi ed essendo informati e consapevoli dei diritti, meriti, importanza e valore dell’altro.

L’”altro”, di cui vorrei parlare e’ il cane

Il cane, da sempre al nostro fianco, e’ uno di quegli ambiti e argomenti, in cui spesso non si sente il bisogno di essere informati e consapevoli, si affronta qualsiasi cosa, dall’alimentazione, educazione, soddisfacimento dei bisogni, con il patrimonio di conoscenze personali, avute per passaparola, luoghi comuni, amici, conoscenti, negozianti ecc.

Di fatto pochissime persone, quando decidono di prendere un cane, si informano, studiando, affidandosi ad un professionista, specifico (educatore x il comportamento, veterinario per la prevenzione della salute ecc) , per tutte le sue necessita’, fisiologiche e psicologiche.
Rispetto e’ consapevolezza.
I bisogni dei cani, sono diversi da quelli degli esseri umani, dei gatti, dei conigli.
Dovere di chi decide di farsi accompagnare nella vita da un cane, dovrebbe essere quella di rendersi consapevole e di scegliere professionisti adeguati e che siano in sintonia con il nostro modo di essere.
Il cane e’ animale domestico sociale, naturalmente collaborativo, carnivoro allargato, predatore e con motivazioni di specie ben definite e diverse dalle nostre.

Rispetto e’ trovare un equilibrio che riesca a conciliare i suoi bisogni con i nostri (quindi portandolo fuori, giornalmente a fare esperienze psico/fisiche, permettergli di socializzare con i suoi conspecifici, perlustrare in liberta’, ingaggiarci in giochi e attivita’)
Rispetto e’ conoscenza di specie e di razza, e’ garantire attivita’ psicofisica, divertimento, liberta’ dalle paure e vita sociale. Un cane relegato in giardino non sara’ un cane appagato in quanto una delle caratteristiche piu’ importanti del cane e’ la vita sociale.

Rispetto e’ coinvolgerlo in famiglia, dargli un ruolo sociale (che nulla c’entra con la dominanza) e regole sociali (che nulla c’entrano con l’addestramento)

Rispetto e’ saper vedere la sua individualita’ e non metterlo in situazioni che lo mettano a disagio (quanti cani vediamo non essere a proprio agio in luoghi affollati?) siano ambientali o sociali (occhiali, scarpe, vestitini solo estetici, toelettature non funzionali ma estetiche ecc)

Rispetto e’ accettazione. Ogni cane ha il proprio carattere e le nostre aspettative possono tradire il rapporto che abbiamo con lui. Cosi’ come per noi, animali umani l’individualita’ fa si che la rete sociale che abbiamo intorno si rapporti con noi in modo unico, cosi’ e’ per il cane, con l’unica differenza che noi dobbiamo essere in grado di vedere e di fare da filtro.

L’educazione cinofila attuale, frutto delle numerose scoperte negli ultimi decenni, mira a facilitare e consolidare il rapporto cane/uomo, senza per forza entrare nell’insegnamento di comandi o esercizi che a ben poco servono nella vita di tutti i giorni.
Piu’ saremo in grado di comprendere, accogliere ed integrare il cane in famiglia , piu sara’ naturale e semplice vivere in modo armonioso e senza particolari problemi gestionali.

I cani sono naturalmente portati a seguire le nostre indicazioni in modo collaborativo, non esiste nessun bisogno di imposizione, richieste di obbedienza che mira solo ad ottenere controllo e risposte performative e schematiche senza un grosso senso sociale e di utilita’ quotidiana

Rispetto e’ dargli una alimentazione biologicamente corretta, i cani sono carnivori allargati, una crocchetta con il 70% di mais non puo’ essere rispettosa…
Ormai gli strumenti didattici per divenire consapevoli sui bisogni alimentari di specie sono fruibili da tutti e i professionisti che consigliano una alimentazione naturale o con corretti ingredienti sono sempre di piu’ presenti sul territorio.

Rispetto e’ non usare strumenti o metodi che ledano fisico e psiche.

Non vi e’ nessun motivo scientifico, sociale, etico o culturale per usare strumenti ancora purtroppo ampiamente utilizzati: collari a strangolo (opportunamente nascosti dietro il nome “ a scorrimento”), collari elettrici, o punizioni di qualsiasi tipo; oltre ad essere eticamente condannabili, non portano davvero a migliori risultati rispetto all’accogliere il cane come un membro della famiglia.

Chi davvero “lavorava” con il cane, (pastori, popolazioni itineranti, cacciatori, pescatori, abitanti di villaggi) ben sapeva l’importanza del rapporto con il cane e la poca importanza di richiedere pura obbedienza o performance, l’importanza di avere un legame sociale fortissimo, fiducia, rispetto, reciprocita’, che ben poco hanno a che vedere con le discipline ubbiditive attuali.

Rispetto e’ amore. amore per l’individuo, la specie, l’alterita’, amore del dono emozionale e del ricevere e dare in modo fluido e continuo, traendo gioia e armonia reciproca.
Vivere con un cane e’ un onore e il minimo che possiamo fare e averne rispetto.

Maura Gazzotti
Istruttore CCR

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