Dott. ssa Barbara Gallicchio

Articolo del 4 ottobre 2017

Assorbimento di sostanze indesiderate e relazione con allergie e condizionamenti futuri

Alla fine sta emergendo tutto l’intricato rapporto evolutivo tra funzionamento della parete intestinale tanto come filtro quanto come porta aperta nell’organismo, l’unica attraverso cui passano i nutrienti e anche le sostanze indesiderate.
Guardiamo nello specifico la fase post allattamento, quando il sistema digerente non è ancora perfezionato e diversi sistemi non sono affidabili, oggi sappiamo che:
a) la flora batterica stabilizza tra le 12 e le 22 settimane
b) poche strutture sono mature per interagire con alimenti e microbioma
c) l’orletto a spazzola dei villi non funziona ancora (ridotti enzimi)
d) il pancreas funziona poco (digestione imperfetta di tutti i nutrienti) con i segmenti nucleotidici non perfettamente isolati che innesca l’allerta immunitario cui conseguono allergie
e) poca produzione di bile
f) la peristalsi intestinale è irregolare e alterna periodi di forte stasi che permette la permanenza di sostanze sulla mucosa PERMEABILE

si vede quindi la grande attenzione che dobbiamo mettere nell’alimentazione di questa fase della vita, ad evitare che sostanze innaturali ed estranee, residui chimici, proteine di scarso valore biologico e bassa digeribilità e quant’altro, vengano assimilati a causa di questa speciale permeabilità: la poca cura nel periodo di sviluppo può condizionare le risposte dell’organismo per sempre.
E’ bello vedere che si era nel giusto…

C’E’ BISOGNO DI UNA VISIONE SISTEMICA

Il pensiero sistemico (che significa pensare in termini di relazioni e di schemi) ci rende consapevoli del fatto che le sfide principali del mondo di oggi – energia, economia, cambiamento climatico, disuguaglianze – sono tutte interconnesse e interdipendenti. Sono problemi sistemici che richiedono altrettante soluzioni sistemiche.

Fritjof Capra: C’è bisogno di una visione sistemica della vita e della salute, ne siamo consapevoli  

BUONA LETTURA

I CUCCIOLI PROVANO DOLORE?

ARTICOLO DELLA DOTT.SSA  MARTA BATTI

I pazienti pediatrici (cuccioli e bambini) presentano una immaturità del sistema nervoso. Questo ha indotto per anni medici umani e medici veterinari a pensare che tali pazienti non fossero in grado di provare dolore o che ne provassero “meno” rispetto agli adulti.

In realtà oggi sappiamo che i neonati hanno una maggior espressione dei nocicettori (recettori dolorifici) nonché una immaturità dei meccanismi preposti al controllo inibitorio del dolore stesso.

Questa sottovalutazione del dolore ha provocato uno scarso o nullo utilizzo di adeguati protocolli analgesici nei pazienti pediatrici, con varie conseguenze, tra cui un aumento del tasso di mortalità durante interventi chirurgici fino al 70%! (dati in umana)

La semplice applicazione di protocolli adeguati di gestione del dolore, ha ridotto il tasso di mortalità neonatale del 50%.

Il sistema nervoso, soprattutto nel neonato, è estremamente plastico, ovvero plasmabile. Esperienze di dolore non trattato nel cucciolo possono modificare in modo permanente lo sviluppo del sistema nervoso, contribuendo ad alterare la percezione del dolore nel soggetto adulto, che potrà avere una percezione del dolore elevata anche per pratiche dolorose blande (es: vaccinazioni). È stato dimostrato che addirittura il dolore percepito dalla madre durante la gravidanza può causare alterazioni dello sviluppo neurologico del feto.

Riconoscere e trattare il dolore nei cucciolo è fondamentale per il suo corretto sviluppo neurologico, cognitivo e comportamentale.